Editoriale 1-2026
36esima stagione GSG al via: tutte le novità. Le squadre GSG fanno 13!

Archiviata la stagione 69 con lo scudetto di Sergio, il campionato GSG riparte più affollato che mai: dalle 12 squadre di sempre si passa a 13, con l'ingresso di Danilo in Serie B. Il recap della stagione che fu, le regole in discussione e le date delle aste: tutto quello che c'è da sapere prima di ripartire.
Chiusa l'estate, la macchina GSG si rimette in moto. Archiviata la stagione 69 con la festa di Sergio, il gruppo che da 36 anni pasteggia a Vespolina si prepara a una stagione che porta con sé più di una novità: un allargamento storico dei campionati maggiori, tre modifiche regolamentari sul tavolo e un calendario aste ribaltato rispetto al solito. Si comincia da qui.
LA STAGIONE 69 IN BREVE
Lo scudetto della 69ª Serie A porta la firma di Sergio, che chiude davanti a Iavaroby e si conferma la squadra da battere anche in Supercoppa, superata Fede Real Fe 2-1 in finale. A completare la bacheca della stagione, il Cucchiaio di Legno numero 12 è andato a Patese, uscita soltanto ai calci di rigore contro Zeman dopo un 2-2 e un 3-3 ai supplementari da cardiopalma (7-6 il computo finale dal dischetto). Meno da festeggiare anche per Royale ed Enriketto, retrocesse dalla 69ª Serie A rispettivamente dal settimo e dall'ottavo posto: le aspetta la Serie B. Salgono invece Paolo e Lorenzo, primo e secondo nella 48ª Serie B.
A completare il quadro della stagione anche i Mondiali GSG, arrivati alla sesta edizione: a sollevare il trofeo è stata Paris Saint Gennaro, che in finale ha piegato proprio Sergio per 1-0.
LE SQUADRE GSG FANNO 13
La notizia della stagione, però, è un'altra, ed è tutta di casa GSG: per la prima volta nella storia della lega, le squadre che partecipano ai campionati maggiori non saranno più 12 (8 in Serie A e 4 in Serie B), ma 13 — 8 in Serie A e 5 in Serie B. Ad allargare la famiglia è l'ingresso della squadra "Danilo", finora vista solo nei tornei di nazionali — ma con un palmarès che parla chiaro: un Mondiale GSG in bacheca (edizione 5, 2021-22, vinto 1-0 in finale) e un Europeo GSG (edizione 4, 2020-21, deciso ai rigori), oltre alla semifinale raggiunta nell'appena concluso Mondiale numero 6, persa proprio contro Sergio ai rigori dopo un 2-2 e un 3-3 ai supplementari. Mai in Serie A o in Serie B, però: da quest'anno Danilo debutta nei campionati per club, e lo fa direttamente in Serie B. Una squadra temibile, nel puro spirito GSG: un grande benvenuto tra i "grandi" GSG.
LE MODIFICHE REGOLAMENTARI IN DISCUSSIONE
Sul tavolo, in vista dell'inizio delle aste, ci sono tre proposte di modifica al regolamento, ancora aperte al confronto tra i partecipanti. La prima riguarda il Modificatore della difesa, la seconda la Sostituzione Forzata: su entrambe è aperto il dibattito su eventuali aggiustamenti rispetto alle regole attuali. La terza, forse la più impattante, riguarda un possibile spareggio tra la sesta classificata della Serie A e la terza classificata della Serie B, per assegnare un'eventuale terza promozione in più rispetto alle due "dirette" di sempre. Se ne riparlerà — e ci sarà da discutere — nelle prossime settimane.
LE DATE DELLE ASTE
Novità anche nel calendario: per la prima volta l'ordine delle aste si inverte rispetto alla tradizione. Si parte dalla Serie B, nella prima settimana di settembre, per chiudere con la Serie A nella seconda settimana del mese.
In Serie B, otto più cinque: a caccia della promozione ci saranno Zeman e Patese, reduci dalla 48ª Serie B, le retrocesse Royale ed Enriketto, e la matricola Danilo. In Serie A, invece, si ritroveranno le sei squadre rimaste dalla 69ª edizione — Sergio, Iavaroby, Ritchie, Cavax, Lele e Fede Real Fe — a cui si aggiungono le due neopromosse Paolo e Lorenzo.
IN BOCCA AL LUPO A TUTTI
Non resta che augurare buona fortuna a tutti i partecipanti, vecchi e nuovi. C'è chi dovrà studiare bene le riconferme e chi arriva all'asta a mani libere, chi punterà tutto sull'attacco e chi proverà a blindare la difesa: qualunque sia la strategia, il tempo per pensarci è adesso. Poi, come sempre, arriva il momento in cui i piani lasciano spazio al campo — e lì, diciamocelo, conta più la fortuna della tattica. Anzi, la chiappa.
